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Nikon 18-105mm - È davvero l'obiettivo tuttofare che ti serve?

Corrado Grasso 20 aprile 2026
Obiettivo Nikon 18-105mm VR, versatile per paesaggi e ritratti. Ottimo per iniziare a fotografare.

Indice

Un obiettivo Nikon 18-105 mm è, prima di tutto, uno zoom tuttofare: ti permette di passare da una scena ampia a un ritratto stretto senza cambiare lente ogni cinque minuti. Io lo considero uno dei compromessi più intelligenti per chi fotografa con una reflex DX e vuole un solo obiettivo da usare davvero, non solo da tenere come base di partenza. Qui trovi a cosa serve, come si comporta alle varie focali, dove rende meglio e quali limiti conviene conoscere prima di giudicarlo.

In breve, il 18-105 Nikon è lo zoom che copre dal grandangolo al medio tele senza complicarti la vita

  • Su DX copre circa 27-157,5 mm equivalenti, quindi va dai paesaggi ai ritratti più stretti.
  • È pensato per viaggio, famiglia, reportage leggero e uso quotidiano con una sola lente.
  • La stabilizzazione VR aiuta a mano libera quando la luce scende, ma non sostituisce un obiettivo luminoso.
  • Non è un macro e non è il re dello sfocato: i suoi limiti si vedono soprattutto in interni bui e nei ritratti più creativi.
  • Su Nikon Z può essere riutilizzato con adattatore FTZ o FTZ II, ma resta un obiettivo DX.

Perché questo zoom funziona come obiettivo tuttofare

Il motivo per cui un 18-105 ha ancora senso è semplice: copre un intervallo davvero utile senza diventare eccessivamente ingombrante. Secondo Nikon, questo tipo di zoom nasce proprio per gestire scene molto diverse, dai paesaggi agli interni fino ai ritratti e ai soggetti in movimento leggero, e su una DX equivale circa a 27-157,5 mm nel formato pieno. Tradotto in pratica, hai abbastanza ampiezza a 18 mm e abbastanza “presa” a 105 mm per lavorare con una buona libertà compositiva.

In più, il motore SWM aiuta con una messa a fuoco rapida e silenziosa, mentre il VR entra in gioco quando la luce cala e vuoi evitare il mosso. Io lo leggo come un obiettivo pensato per semplificare le uscite, non per inseguire l’effetto spettacolare a ogni costo. Per capire davvero dove ti aiuta di più, però, conviene guardare le focali una per una.

Cosa coprono 18 mm e 105 mm nella pratica

Focale Effetto visivo Uso tipico Da tenere presente
18-24 mm Inquadratura ampia, prospettiva più ariosa Paesaggi, interni, architettura, foto di gruppo Può comparire distorsione ai bordi, soprattutto se cerchi linee perfette
35-50 mm Resa più naturale e bilanciata Street, reportage, uso quotidiano, scene miste È la zona più “neutra”, quindi conta molto la composizione
70-85 mm Compressione moderata e soggetto più isolato Ritratti ambientati, dettagli, persone a distanza comoda La luminosità resta moderata, quindi lo sfondo non si stacca in modo estremo
105 mm Medio tele utile per avvicinare il soggetto Ritratti stretti, dettagli architettonici, piccoli soggetti lontani È la focale dove il VR aiuta di più, ma la luce disponibile resta decisiva

Questa elasticità è il vero motivo per cui il 18-105 viene scelto spesso come lente principale da chi vuole viaggiare leggero. Non è un obiettivo specialista, ma proprio per questo riesce a coprire situazioni diverse senza farti cambiare ritmo ogni volta che la scena cambia. Ed è qui che vale la pena vedere in quali contesti dà il meglio.

In quali situazioni dà il meglio

Nella pratica, io vedo il 18-105 rendere bene soprattutto in tre contesti: viaggio, famiglia e fotografia generica da passeggio. In viaggio evita il rimbalzo continuo tra due o tre obiettivi; in famiglia ti lascia reagire in fretta quando il soggetto cambia distanza; nel reportage leggero ti permette di passare da una scena ampia a un dettaglio senza interrompere il flusso.

  • Viaggio - copri città, monumenti e ritratti ambientati con un solo zoom.
  • Casa e famiglia - la variazione rapida di inquadratura conta più dell’estrema luminosità.
  • Ritratto spontaneo - tra 70 e 105 mm ottieni una prospettiva più gradevole sul volto.
  • Video amatoriale - la focale variabile e il VR sono comodi, purché la luce sia buona.
  • Fotografia di tutti i giorni - è l’obiettivo che porti quando non sai ancora cosa incontrerai.

È il classico obiettivo che premia la praticità. Proprio qui, però, emergono i limiti che ogni zoom tuttofare si porta dietro, e che conviene conoscere per non aspettarsi ciò che non può dare.

Dove mostra limiti e compromessi

Il compromesso principale è l’apertura massima f/3.5-5.6: a 105 mm non sei su un’ottica luminosa, quindi in interni scuri dovrai alzare gli ISO o accettare tempi più lenti. La VR aiuta, ma non fa miracoli: stabilizza il mosso della tua mano, non il movimento del soggetto.

  • Ritratto con sfondo molto sfocato - si può fare, ma non aspettarti il look cremoso di un 50 mm f/1.8 o di un 85 mm più luminoso.
  • Interiors e architettura a 18 mm - il grandangolo è utile, ma la distorsione ai bordi può comparire, soprattutto se lasci tutto aperto.
  • Primi piani e close-up - il fuoco minimo di 45 cm e il rapporto di riproduzione di 1:5 ti permettono di avvicinarti, ma non stai usando un macro.
  • Qualità ai margini del frame - come spesso accade negli zoom versatili, il centro tende a convincere prima degli angoli.

Se lo valuti con aspettative realistiche, questi limiti non lo sminuiscono: semplicemente ti dicono dove smette di essere la scelta migliore. Ed è qui che il confronto con altri zoom diventa davvero utile.

Come si colloca rispetto a 18-55 e 18-140

Se devo collocarlo nello zaino, io vedo il 18-105 nel mezzo tra il classico 18-55 e un 18-140. Il 18-55 è più essenziale e leggero, ma ti lascia presto con la voglia di arrivare oltre; il 18-140 allunga di più verso il tele ed è più comodo se vuoi spingerti più lontano, però cresce anche in ingombro e peso. Il 18-105 resta la scelta di equilibrio: più elastico di un 18-55, meno spinto di un 18-140, e per molti fotografi è proprio quella via di mezzo che funziona davvero.

Obiettivo Punto forte Quando ha senso
18-55 mm Compattezza e semplicità Se vuoi spendere poco, imparare e viaggiare leggero
18-105 mm Equilibrio tra ampiezza e portata Se vuoi un solo zoom davvero versatile
18-140 mm Maggiore portata tele Se senti spesso il bisogno di avvicinarti di più ai soggetti lontani

La differenza, alla fine, non è solo tecnica ma anche pratica: quanto vuoi cambiare lente, quanto peso accetti e quanto spesso ti serve più tele. Da qui si capisce meglio se il 18-105 va tenuto, affiancato o superato.

Quando conviene tenerlo nello zaino e quando passare a un altro zoom

Tienilo se ti serve un solo obiettivo per viaggiare leggero, fare foto di famiglia, imparare composizione e coprire scene diverse senza pensieri. Passa oltre se lavori spesso in luce scarsa, vuoi staccare il soggetto con sfocati più marcati o senti il bisogno di più portata tele. Su una Nikon Z, l’uso con FTZ o FTZ II ha senso soprattutto se vuoi riutilizzare una lente F-mount già in casa; non lo sceglierei come acquisto principale se stai costruendo un sistema mirrorless da zero.

  • Da tenere se fotografi soprattutto di giorno e vuoi versatilità.
  • Da affiancare se inizi a sentire il bisogno di un prime luminoso per ritratti o interni.
  • Da sostituire se ti manca spesso il tele e vuoi arrivare più lontano con meno compromessi.

In sintesi, questo zoom serve quando vuoi un obiettivo unico, onesto e pratico: non è il più luminoso, non è il più moderno, ma continua ad avere senso ogni volta che la comodità di coprire quasi tutto con una sola lente vale più della ricerca dell’effetto perfetto.

Domande frequenti

Sì, è un'ottima scelta per i principianti grazie alla sua versatilità. Permette di esplorare diverse situazioni fotografiche (paesaggi, ritratti, street) senza dover cambiare obiettivo, semplificando l'apprendimento.

Sì, puoi usarlo su Nikon Z-mount tramite l'adattatore FTZ o FTZ II. Tuttavia, essendo un obiettivo DX, funzionerà in modalità DX sulla tua mirrorless, sfruttando solo una parte del sensore FX.

I limiti principali sono l'apertura massima non molto luminosa (f/3.5-5.6), che lo rende meno adatto in condizioni di scarsa luce, e la difficoltà nell'ottenere sfocati estremi o prestazioni macro. La qualità ai bordi può essere inferiore al centro.

Sì, l'obiettivo è dotato di stabilizzazione ottica VR (Vibration Reduction). Questa funzione aiuta a ridurre il mosso causato dalle vibrazioni della mano, specialmente a focali più lunghe o in condizioni di luce non ottimali.

Dipende dalle tue esigenze. Il 18-105mm offre un buon equilibrio tra il 18-55mm (più compatto ma meno versatile) e il 18-140mm (più portata tele ma maggiore ingombro). È la scelta ideale se cerchi un unico zoom molto versatile senza eccessi.

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Autor Corrado Grasso
Corrado Grasso
Sono Corrado Grasso, un esperto nel campo della tecnica, dell'arte digitale e della fotografia con oltre dieci anni di esperienza. La mia passione per questi argomenti mi ha portato a esplorare e analizzare le ultime tendenze e innovazioni, contribuendo a una comprensione più profonda delle loro applicazioni pratiche e artistiche. Mi dedico a semplificare concetti complessi, offrendo un'analisi obiettiva e approfondita, che aiuti i lettori a orientarsi in un panorama in continua evoluzione. La mia missione è fornire contenuti accurati e aggiornati, creando così un punto di riferimento affidabile per chi desidera approfondire queste tematiche. Attraverso il mio lavoro, miro a ispirare e informare, promuovendo un dialogo costruttivo tra appassionati e professionisti del settore.

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